Campionato 2016/17

ARCI Canaletto – Los Thunder 71-53

ARCI Canaletto: Crespiani 2, Perli 14, Sanchini 11, Zoppi 12, Frione 18, Ciuffardi 10, Augustin 4, Mezza, Botti, Tarantola.

Los Thunder: Massari 5, Cornacchia 10, Mattoccia 10, Iacopini 15, Benevelli 5, Manfredini 6, Rivelli 2, Garbusi, Alfano, Drovandi, Sistini.

Girone d’andata chiuso 11-0, girone di ritorno che per il Canaletto inizia dalla seconda; dato il rinvio della gara con gli Evergreen di Pietrasanta, sono quindi di scena sul legno di via Parma i Thunder di Los, giovani rampanti che, ulteriormente caricati da un ottimo campionato fin qui disputato, arrivano in casa dei campioni d’Italia con tanta voglia di far bene.
E li beccano monchi del ministro della Difesa Niccolò e del mitragliatore Stefano, ma con un Claudio Botti in più, che registra il suo debutto nella stagione 2016/17, e col ritorno del presidentissimo Tarantola.
Per chi si fosse collegato solo per questo, evito di far perdere tempo dicendo che sì, lo score ai liberi in stagione è ancora immacolato e no, non ci sono state altre occasioni dalla lunetta per il Giorgio Armani del levante.

Che i possessori della maglia più stilosa della UISP (a proposito di stile) non siano venuti a fare una passeggiata è chiaro quando Mattoccia mette la tripla dell’8-7 al 4′; serve una performance da MVP dell’MVP, e Pippo Perli non si fa pregare; 8 punti nel primo quarto e Canaletto che veleggia sul 19-7. Cornacchia decida di omaggiare il Nardo, oltre che col 24, con due triple di fila, e così il primo quarto si chiude sul 21-13 per l’ARCI.
È nella seconda frazione che scaviamo il solco; guidati da un Dade ammazzatutti, dalla solita abbuffata a base di triglie di Ciuffone e dagli spazi aperti per tutti dal Lore, arriviamo a toccare il 40-17.
A suggellare il momento positivo dei suoi, la saggezza di Pippo, che quando io rimarco come senza il Nardone siamo già a sei-sette triglie di squadra, snocciola:
“Sai figliolo, in ogni squadra di pallalcesto c’è chi tira, e c’è chi segna. Oggi c’è chi segna… manca il Nardo, e quindi manca chi tira”

Ad essere colpito da cotanta probità è tuttavia Iacopini, che come Cornacchia nel finale di primo quarto, si scalda al termine della frazione e griffa 10 punti di fila; il primo tempo si chiude comunque sul 45-23 ARCI.
La pratica Thunder sembra già archiviata, e invece non è affatto così; nel terzo quarto ci rilassiamo, e così i ragazzi in verdeZalgirisKaunas, guidati da un Benevelli versione Niccolò Melli di Bamberg e dall’energia di Manfredini, riescono a vincere di 6 nel terzo quarto e ad arrivare addirittura a -10 nell’ultimo, complice l’uscita per una botta al costato di un Frione che si stava decisamente, quale ironia, scaldando. Tuttavia i ragazzi ospiti sciupano dalla lunetta l’occasione di riavvicinarsi ulteriormente, lo stesso Frio punisce e si va così verso un finale in cui riusciamo ad amministrare ciò che resta del vantaggio e a permettermi anche un cameo di un minuto (stavolta niente esultanza quindi; meno male, non avevo studiato una ceppa)

Il tabellone del Palasprint recita quindi dodicesima vittoria per 71-53; ci prendiamo i due punti, ci teniamo l’imbattibilità, e andiamo avanti consapevoli di essere i campioni in carica, seppur avendo dovuto fare i conti con la rimonta ospite del secondo tempo e dovendo recuperare qualche assenza e qualche acciacco.
Compreso quello del povero Fabio che si autodistrugge prima della gara, volendo forse seguire le orme di Mirko e delle sue avventure col tappeto rullante…

Il Profe